Tecniche OsteopaticheTecniche Osteopatiche
IN CHE COSA CONSISTE IL TRATTAMENTO OSTEOPATICO?
Il trattamento osteopatico incoraggia e supporta i principi omeostatici del corpo e del suo equilibrio naturale , e ne stimola il sistema arterioso, venoso, linfatico e nervoso per favorirne il nutrimento nonché l’eliminazione delle sostanze di rifiuto.
Tecniche Osteopatiche
Le tecniche osteopatiche possono essere riassunte in tre forme:- Tecniche Strutturali osteo-articolari (mobilizzazioni precise e fisiologiche);
- Tecniche Tissutali, organiche e viscerali (mobilizzazioni locali);
- Tecniche Craniali o cranio-sacrali (micro-movimenti)
- Tecniche Fasciali
Tecniche Strutturali
Sono definite tali poiché ristabiliscono la mobilità della struttura ossea, correggendo le posizioni spaziali delle articolazioni secondo i loro assi di movimento. La specificità e la rapidità delle manipolazione consente, più o meno a breve scadenza, il recupero della mobilità articolare. Hanno una forte influenza neurologica, oltre che puramente meccanica, in quanto favoriscono l’emissione di corretti impulsi dalle e alle terminazioni della parte trattata.
“Credo che la meccanica umana sia la farmacia di Dio, e tutti i rimedi della natura si trovino nel corpo” Still
Tecniche Craniali
Le tecniche craniali agiscono sulla vitalità dell’organismo, sulla produzione del liquido encefalo-rachidiano, sugli ormoni sugli enzimi, sui neurotrasmettitori, sui neuro ormoni come le endorfine. L’osteopata, verifica il movimento cranio-sacrale, l’ampiezza, il ritmo e l’intensità. Tra le tecniche citiamo: regolazione delle tensioni delle membrane intracraniche, drenaggio dei seni, V-spreed .
"La salute originaria e sempre presente e apprezzabile alla palpazione come un movimento ciclico, longitudinale, simile alla marea, nella linea centrale del corpo." W. G. Sutherland
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Tecniche Viscerali
I lavori intrapresi da Jean-Pierre Barral sugli organi dell'addome hanno mostrato che esiste una dinamica precisa: i visceri si muovono in modo specifico sotto l'influenza della pressione diaframmatica. Questa dinamica viscerale può essere modificata (restrizione di mobilità) o scomparire. Applicando una tecnica specifica, l’osteopatia permette all'organo di trovare la sua fisiologia naturale ed i disordini legati alla restrizione di mobilità saranno così corretti.
Esiste da un punto di vista anatomico e funzionale una relazione tra i visceri e la struttura muscolo-scheletrica. Si sa, inoltre, che i visceri e gli organi hanno una mobilità propria e sono in relazione tra loro grazie a legamenti e pieghe delle membrane di rivestimento.
“Il fondamento dell’uomo è uno ed indivisibile, qualunque sia la perturbazione a livello di un organo, vi sarà necessariamente un risentimento sulla globalità dell’organismo” Still
Il trattamento osteopatico mira, con tecniche indirette attraverso l'addome ed il diaframma, a ristabilire una buona mobilità viscerale. La limitazione dei movimenti di un organo comporta la perdita del libero flusso dei liquidi corporei; esistono manipolazioni per ogni organo, legamenti, fascia, epiplon.
Clicca sulle immagini per ingrandirleTecniche Fasciali
Il termine “fascia” non rappresenta un’entità fisiologica, ma un insieme membranoso esteso, in cui tutto è legato e in continuità come un’entità funzionale. La fascia connettivale circonda e avvolge ogni struttura corporea. Ogni osso,muscolo,organo e ogni vaso sanguigno linfatico è circondato da un sottile strato di tessuto connettivo con il compito di sostenerlo e proteggerlo.
“Ogni cellula e tutti i fluidi del corpo umano esprimono un movimento vitale ritmico ed involontario” Becker
La fascia rappresenta per eccellenza il concetto di globalità, divenendo quindi un network estremamente importante dal punto di vista funzionale; essendo una struttura elastica a struttura reciproca la fascia diviene fondamentale nell’assorbimento o nel mantenimento di tensioni o traumi.
Essa costituisce infatti il crocevia delle funzioni vegetative dell’equilibrio interno del corpo. Si riconosce quindi alla fascia un ruolo attivo nei processi metabolici e biochimici. Il perpetuarsi della restrizione fasciale può diventare origine di una patologia disfunzionale.
Le tecniche fasciali “unwinding” permettono di identificare e srotolare liberando gli effetti delle tensioni o traumi fasciali. L’osteopata infatti, identificando l’area di restrizione si sintonizza con la fascia e seguirà i movimenti fasciali.
Clicca sulle immagini per ingrandirleStoria dell'Osteopatia
L’osteopatia rappresenta il primo metodo codificato di manipolazione, ma è molto più che questo: appare come una scuola di pensiero medico basato su una filosofia terapeutica, totalmente in contrasto con il pensiero scientifico dell’epoca nella quale l’osteopatia stessa prese origine. La pratica della medicina osteopatica iniziò negli Stati Uniti nel 1874. Leggere di più




